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25 Aprile 2019
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Chi sono e cosa faccio
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Chi sono e cosa faccio

Sara Bini
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, mi sono sempre sentita attratta dalla poesia, dalla scrittura e dalla musica. Mi sono formata inoltre come operatrice di Biomusica e come Counselor a mediazione artistica.
Fin da bambina mi sono appassionata al violino, alla chitarra e al canto suonando e cantando in varie band, in cui componiamo e arrangiamo anche musica nostra. Nel 1997 pubblicai la silloge di poesie “Sehnsucht –Nostalgia dei Senza Terra, con cui vinsi il primo premio al Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa “Cinque Terre”, nel settore Silloge Edita.
Ho sempre affiancato il mio percorso interdisciplinare con un percorso di ricerca spirituale e crescita interiore. Nella mia esperienza, l’arte e la cultura sono considerate trasfigurazione e nobilitazione della vicenda umana e canali di contatto con l’essenza più profonda del vivente.
La mia intervista su CLIVO TV
La mia intervista del 13/02/2019 a Clivo TV con Tony Gamberale. Si parla di musica, letteratura e counseling.
Mi occupo di:
Entrare in una dimensione di pace
Counseling individuale : problemi affettivi, familiari, stress, difficoltà nelle relazioni, nel prendere decisioni/fare scelte (da 1 a max 15 incontri)
Sostegno ad adolescenti e giovani con difficoltà scolastiche: Metodo di studio, gestione del tempo, difficoltà d’inserimento, prevenzione dell’abbandono scolastico.
Introduzione alla meditazione: tecniche per calmare la mente, imparare a conoscere e gestire le emozioni, ridurre lo stress.
Tengo anche laboratori di Biomusica e o gruppi esperienziali su varie tematiche di cui darò notizia nella mia homepage e nelle news man mano che si attivano.


Qui di seguito ho messo altro materiale riguardo le mie attività: conferenze-spettacolo, serate poetico-musicali, il link al mio libro di poesie.
Spettacolo teatrale "Errante, fino all'orizzonte"
Locandina dello spettacolo fatta da Serena Politi

‘Errante fino all’Orizzonte’ è uno spettacolo scritto da me e Serena Politi, ispirato all'opera di Hermann Hesse. E' stato messo in scena da Serena e dalla sua compagnia teatrale, la Compagnia EsserRe, nella primavera del 2012. Con musica e poesia, questo spettacolo chiama il suo pubblico e i suoi lettori ad ascoltare e a seguire un uomo, un inquietudine, un cammino.
La figura dell’Errante, protagonista in questa storia, incarna il nucleo più essenziale dei personaggi di Hermann Hesse. Parafrasando Novalis, è l’anima viandante in ognuno di noi che, attratta da un misterioso richiamo o da un’indefinita nostalgia, cerca in tutto il mondo l’Assoluto e trova soltanto le cose. Tuttavia sarà proprio attraverso le “cose” (incontri, legami ed esperienze del mondo) che l’Errante arriverà alla scoperta di sé e del significato della sua esistenza.
Il mio contributo a quest’opera è stato sia nella stesura del testo che nell’inserimento di alcune mie poesie, particolarmente intonate al sentimento e alla visione del mondo di Herman Hesse. Tali poesie si possono leggere sul mio blog personale, di cui trovate il riferimento nella sezione "Links"

Il mio libro "I figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna"
Il mio libro
Il mio libro "I Figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna"
Questo lavoro propone di portare un po’ di luce su Isolde Kurz, autrice tedesca vissuta a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, e sulla sua produzione letteraria. Conosciuta soprattutto per le sue ‘Novelle Fiorentine’, trascorse gran parte della sua vita a Firenze e a Forte dei Marmi, facendo dell’Italia e della Toscana la sua patria ideale. Troppo moderata per la critica femminista, troppo spirituale per una civiltà materialista e troppo ‘classica’ per un secolo di avanguardie, Isolde è stata prematuramente messa nel cassetto dalla critica letteraria tedesca e, di conseguenza, da quella internazionale.
Molte delle sue opere sono dunque rimaste non tradotte e ovviamente non commentate. Io ho deciso di tradurre e analizzare un suo epos del 1908, “I figli di Lilith”. Sono circa una sessantina di pagine, è scritto in rime baciate e venne pubblicato con caratteri goticheggianti. Nella traduzione ho tentato di mantenere la musicalità dell’originale tramite giochi di allitterazioni e assonanze.
Qui Isolde opera un’interessante rivisitazione del mito di ‘Lilith’, il lato oscuro del femminile, contenitore di tutti quegli aspetti della donna sommersi e repressi dalla cultura patriarcale. Dalla tradizione recupera il tema di Lilith come prima compagna di Adamo ma, invece che strega ribelle, ne fa una sorta di intermediario tra la Terra e il Cielo, una ‘donna angelo’ che tuttavia mantiene intatta tutta la sensualità e l’eros di una donna umana. Sarà Eva, la donna puramente ‘materia’ che, facendo leva sull’istinto di potere di Adamo, stravolgerà il Piano Divino confinando il compagno alla volgarità e ai bassi istinti. Tuttavia Lilith e Adamo, nel loro breve idillio, hanno concepito un figlio, che tornerà sulla Terra devastata dalla stirpe di Eva in successive incarnazioni: artista, condottiero, filosofo…e in ogni caso guida e luce per l’umanità.
Credo che sia giunto il momento storico adatto per la ricezione di questo poema: passato il femminismo estremo e giunti a un’epoca indefinibile dal punto di vista della sperimentazione letteraria, il messaggio di Isolde sull’armonia tra i sessi e una rinnovata visione della donna risulta quantomai attuale, essenziale e pieno di speranza.

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